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Pubblicato il 10-10-2013 in Magazine

IL NOSTRO WORLD CARP CLASSIC

Davide Decataldo e Andrea Fava, Pro Staff Shimano e membri del Team Tribal Italia, ci raccontano il World Carp Classic 2013 dal loro punto di vista, ovvero dalle rive del grande Lago di Bolsena, che ha regalato ai due ragazzi grandi soddisfazioni:

Cari amici,

 

eccoci tornati dal World Carp Classic 2013. Siamo molto stanchi ma felicissimi per il risultato della nostra gara. Essendo la nostra prima volta nel mitico Bolsena, non poteva andare meglio!

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Da dove partire? Beh, dall’estrazione. Dopo una lunga attesa ci tocca in sorte la posta SBS 41, lungo la spiaggia di Montefiascone, prima di Marta. Chissà come sarà: scopriamo di essere primi di settore, anche se in realtà la nostra postazione e la postazione 42 saranno gli ultimi due spot alla fine del settore ATT. Non pensiamo sarà facile visto che rischiamo di essere schiacciati. Dalla nostra abbiamo il fatto che in questo settore, lo scorso anno, hanno preso più pesci che in tutti gli altri.

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Stanchi per il viaggio e per la trafila della registrazione, non facciamo in tempo ad addormentarci che la mattina arriva presto. Subito via in postazione! Montate le tende, alle 2 usciamo in barca per capire il tipo di fondale che c’è davanti. Alghe, alghe e ancora alghe. Cercando di tenere ferma la barca che viene sballottata qui e là dal vento, scopriamo dopo qualche ora e mille peripezie di avere una fascia di fondale pulito che corre parallela alla sponda a circa 200 metri da riva. Non avendo molte alternative, e soprattutto poco tempo prima dell’arrivo del buio, decidiamo di calare le quattro canne a disposizione in questo punto, in modo da concentrare le esche. Inizialmente decidiamo di abbondare con le tiger e le granaglie miste di Dynamite, accompagnanto il tutto con le Banana Nut Crunch.

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Pensiamo infatti che il colore giallo, risaltando sul fondo scuro, possa attirare i pesci. Una canna invece viene innescata con le Halibut. Quanto agli inneschi, due a Tiger, uno con Halibut e uno con Banana Nut Crunch accompagnata da una Fluo Pineapple. Non ci resta che attendere e picchettare bene le tende sulla sabbia, che rischiano di essere portate via dal vento.

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Andiamo a letto con le dita incrociate. Sappiamo che sarà difficile, ma un pochino ci speriamo. Mentre il vento continua a ruggire e prenderci a sberle, alle 4 di notte parte la canna di Davide. C’è! È quella con le Tiger! Dopo un combattimento per forza di cose fatto da riva, ecco a guadino la prima carpa, una reginotta! Abbiamo scappottato, quindi la nostra prima missione è compiuta. La mattina ci svegliamo e scopriamo che in tutta la spiaggia non ha preso nessuno: che dire, una bella notizia!

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Il lago si calma un po’ e noi riusciamo così a verificare meglio il tipo di fondale che abbiamo davanti. La fascia con meno vegetazione è larga non più di cinque metri, e non è pulitissima. Qua e là c’è qualche ciuffo a disturbare, e per questo motivo dobbiamo usare la telecamera per calare. Riposizionate per bene le canne, tenendo lo stesso assetto e gli stessi inneschi, dopo due ore parte ancora la canna di Davide ed ecco un ‘altra regina, questa volta più grossa. Foto di rito, sorrisi e un altro pesce nello score: cominciamo a crederci!

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Questa volta la golosona è partita sul segnalino più a sinistra, su Banana Nut Crunch e Pineapple Fluo. Ricaliamo e dopo due ore ecco che l’avvisatore Ace suona ancora. C’è ma sembra piantata! Con il nostro runner Paolo Meneghelli arriviamo proprio sopra il punto in cui il pesce è inchiodato e scorgiamo solo alghe. Tiriamo forte con le nostre 10 piedi Shimano Velocity ma il pesce non ne vuole sapere. Quando pensiamo di averlo perso, le alghe si staccano e dietro scorgiamo un pesce enorme. Una specchi! Sono rarissime le specchi a Bolsena… e infatti accade quello che non avremmo voluto accadesse: a 10 centimetri dal guadino si slama e ci lascia con la nostra delusione.

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Tornando a riva decidiamo di cambiare strategia. Spostiamo i segnalini più verso sinistra cercando di coprire bene la fascia pulita. Oltre alle granaglie, iniziamo ad abbondare con le Banana Nut Crunch e con le Hi-Attract Pineapple, spezzando nella miscela di esche anche un po’ di Crave di Spicy Peanut. Il nostro intento è tenere il più possibile i pesci nel settore con esche davvero buone e sostanziose. Ci accorgiamo infatti che il fondale è sempre “spazzolato” anche dopo solo 5 ore, segno che i pesci sono comunque passati ed erano in attività. Funzionerà?

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Lo scopriamo il terzo giorno, quando alle 8 del mattino parte un’altra canna. Sempre la più esterna: ed ecco ancora un’altra reginotta sugli 8 chili nella rete. Siamo gli unici a prendere in tutta la spiaggia ma la taglia non sale proprio. Almeno fino alle 9 di sera del terzo giorno, quando Andrea aggancia la prima big, una regina di 14,7 chili: la strategia funziona! Intanto il lago ha ricominciato a ruggire e siamo rimasti senza motore elettrico. Non ci perdiamo d’animo e continuiamo a spingere sull’acceleratore, tenendo pasturata la zona sempre con palline e granaglie. Cambiamo a questo punto gli inneschi, adeguandoci a quello che, abbiamo visto, piace alle carpe. Due canne a tiger nut e due con Banana Nut Crunch e accompagnate da pop-up fluo. Se l’esca funziona, perché cambiarla?

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Anche il quarto giorno abbiamo attività, ma meno dei precedenti. Arriva però la seconda big: Davide porta a guadino una regina di 16 chili tondi tondi che fa impennare il nostro peso totale. Non ha resistito a un omino di neve ben piazzato sempre sulla canna più esterna. Non capiamo se abbiamo a che fare con pesci di branco o carpe singole, dal momento che tutte le esche gettate spariscono, ma le partenze arrivano a distanza di ore le une dalle altre (in genere alle 8 del mattino e alle 9 di sera).

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In previsione dell’ultimo giorno prendiamo la decisione di ridurre la dimensione degli inneschi. Visto che stiamo lottando per la prima posizione nel settore Sbs e per il secondo posto nel Team Event, proviamo a capire se ci sono carpe piccole in zona. Vogliamo prenderle per incrementare lo score. Ecco allora che riduciamo gli inneschi a omini 15+15, oppure inneschiamo appena due tiger o tre chicchi di mais. Purtroppo, però, l’attività sulle canne rallenta e un po’ ci preoccupiamo: perché le carpe non partono più?

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I dubbi vengono spazzati via nel pomeriggio quando la canna di Andrea fischia forte. Dopo un combattimento tostissimo, con il pesce anche questa volta infilato nelle alghe, ecco nella rete un mastodonte di 18 chili. Nera. Bellissima. Torniamo a riva con i sorrisi stampati in volto e, manco a farlo apposta, vediamo arrivare Daryl Hodges di Dynamite Baits con la troupe del World Carp Classic: riprenderanno in diretta la pesatura! Avessimo voluto farlo apposta non ci saremmo riusciti. Dopo pochi minuti il pesce torna libero e noi possiamo festeggiare:  questa over ci dà una bella botta per la classifica e, mancando ancora una notte, siamo fiduciosi di potercela fare.

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Durante una piccola intervista con il Team Dynamite, spieghiamo che stiamo pescando in una fascia pulita su un fondale di 6,5 metri. I terminali sono abbastanza lunghi, realizzati in Camo-core da 25 libbre: non meno di 25 centimetri perché il fondale ha un sottile strato molle. Su quale esca può essere caduta la grossa carpa? Naturalmente sulla Banan Nut Crunch montata a omino di neve con una Pineapple&Banana Fluo.

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Andiamo a letto sereni, sperando di avere un po’ di attività nella notte, ma non accade nulla. Sappiamo che, forse, torneremo sul palco che abbiamo già calcato in occasione dell’estrazione dei settori di sette giorni prima e siamo un po’ tesi. Ce l’avremo fatta? Poco dopo scopriamo di sì: primi di settore nell’SBS e secondi assoluti nel Team Event insieme a Emiliano Gabrielli, Sandro Di Cesare, Riccardo Battisti e Stefano Colapicchioni. Non riusciamo a contenere la gioia!

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Ricaricando le macchine dopo aver preso un enorme temporale pensiamo a quando siamo arrivati qui, alle paure che avevamo nell’affrontare un lago così grande mai visto prima. Ripensiamo alle difficoltà nel trovare lo spot giusto, in balìa di un vento che ci faceva ballare a destra e a sinistra senza darci tregua. Ripensiamo al sole, alla pioggia, alle onde che lambivano le tende ma che significavano che le carpe sarebbero entrate nel nostro settore. Tanti ricordi si raggruppano nella mente quando Ross Honey chiama i nostri nomi e ci invita a salire sul palco. È stata una delle esperienze più belle della nostra vista, difficilmente la dimenticheremo!


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Davide, Andrea e Paolo.