Shimano utilizza alcuni cookie temporanei, che consentono di ricordare l’utente mentre naviga sul nostro sito Web. Consentiamo inoltre a terzi (in particolare a Google) di utilizzare sui nostri siti Web i cookie analitici (sia temporanei che permanenti) al fine di raccogliere informazioni aggregate relative alle parti del nostro sito visitate più di frequente e di tenere monitorate le nostre pubblicità. Proseguendo la navigazioni accetti l'utilizzo dei cookie.

OK

Pubblicato il 27-05-2016 in Tutorial

Rapala, ambienti e situazioni: Spinning dalla barca

 

Rapala dalla barca


Sin qui abbiamo descritto le situazioni che si vengono a creare pescando a spinning dalla riva, ma per i fortunati che possono usare un’imbarcazione le possibilità di pesca si dilatano all’infinito e gli incontri con pesci di taglia aumentano a dismisura. Si parla allora di “spinning offshore” e di ricerca di pesci carnivori più a largo raggio.

Se, da riva, l’incontro con i pesci predatori doveva essere pianificato con una scelta rigorosa dell’attrezzatura e dei Rapala, dalla barca possiamo permetterci il lusso di operare una selezione dell’attrezzatura e delle esche meno drastica, poiché il mare visto “dal largo” può offrire nello stesso momento più specie di pesci meno selettivi e tutti insidiabili con lo stesso complesso di canna-mulinello-artificiale. Tutti i predatori, infatti, possono attaccare a ruota i nostri Rapala: dai barracuda alle spigole, dalle ricciole alle lampughe, dai dentici alle palamite, dagli sgombri alle aguglie. Persino i Tunnidi di taglia come il tonno rosso possono diventare una splendida realtà, con catture incredibili che, tuttavia, per essere giostrate ed issate in barca richiederanno molta abilità.


Scelte importanti


Tralasciando la pesca in mare aperto, molto al largo dalla costa (pesca che richiede imbarcazioni sicure e di grande stazza non certo alla portata di tutti) concentreremo le nostre attenzioni sullo specchio d’acqua antistante la battigia, per una distanza massima di due-tre miglia marine. Anzi, pescando a ridosso della battigia, vicino agli scogli o a tiro dell’ingresso principale di un porto, vicino agli antemurali, avremo sorprese molto interessanti. Servirà quindi un natante in vetroresina lungo max. 5 metri oppure un robusto e leggero gommone di pari misura, entrambi muniti delle dotazioni di bordo obbligatorie, oltre ovviamente di un motore fuoribordo ben rapportato al peso e alla lunghezza della barca stessa. Un costante controllo della situazione meteo andrà fatto sia prima di organizzare la sessione sia durante la pesca; in mare i fattori meteorologici sono importanti e bisogna sempre essere informati sull’andamento del tempo, tenendo sott’occhio ogni cambiamento che può anche essere repentino.

La strumentazione ausiliaria, quali ecoscandaglio e GPS (Global Position System), sono altrettanto importanti sia per la sicurezza sia per la pesca pratica. 
L’ecoscandaglio a cristalli liquidi è uno strumento che, tramite impulsi sonori che “rimbalzano” sul fondo e sugli oggetti nell’acqua tornando in superficie, dopo essere stati decifrati fornisce informazioni preziose su profondità, morfologia e contorno del fondale ed eventuale presenza di pesci. Il GPS, invece, è un sistema satellitare che, oltre a farci conoscere istantaneamente la posizione precisa della nostra barca, ci permette di localizzare punti come secche, isolotti, piattaforme petrolifere e relitti. Con questi due strumenti avremo indicazioni preziose su dove indirizzare i nostri lanci e dove insistere, una volta trovati i predatori che ci interessano.

Spinning e… traina


Nella pesca dalla barca le canne di pezzatura corta sono di grande aiuto perché sono più maneggevoli, ingombrano poco, sono più leggere e permettono di manovrare meglio tutti i Rapala di tipo saltwater. Inoltre, una preda di taglia XL risulta  molto più facile da gestire quando arriva sotto la barca al “traino” di una canna corta che, a parità di potenza, è strutturalmente più robusta e più facile da maneggiare. Serviranno attrezzi piuttosto robusti, con una potenza di lancio compresa fra 1/2 e 2 once (15-60 grammi), tranne rare eccezioni come nel caso della pesca al tonno rosso. A queste canne possiamo abbinare mulinelli di taglia 4000-5000, robusti e affidabili, caricati con trecciati da 20, 30 e 50 libbre in funzione di quelle che saranno le nostre esigenze di pesca.

Per chi la sa usare, l’attrezzatura da casting con canne ad anelli sopraelevati e mulinelli moltiplicatori si rivela superiore rispetto a quella da spinning, per la maggiore robustezza di insieme e per la possibilità di sfruttare frizioni più affidabili con fili di una certa dimensione. Con tale attrezzatura potremo usare senza problemi anche i Rapala più grossi e pesanti, pensati esclusivamente per la traina, come tutta la serie Magnum e X-Rap Magnum, oppure il nuovo Jointed Clackin’ Rap.

Tanti modelli utili per scelte oculate


I Rapala validi per la pesca offshore sono tutti quelli che il catalogo mette a disposizione, ovviamente scelti per la gran parte nella produzione in plastica e, in seconda analisi, per quelli in legno di obece. Naturalmente la selezione andrà fatta di volta in volta in relazione alla posizione dei pesci predatori. Se sono visibili mangianze a galla (individuabili anche dal movimento concitato dei gabbiani), tutti i modelli che funzionano nei primi due metri d’acqua sono validi, dai classici X-Rap Saltwater all’XRap Subwalk, quest’ultimo recuperato con jerkate allegre a scatti a rilasci secondo il classico recupero walking the dog. Nella pesca a mezz’acqua sopra secche o relitti sommerse tutta la gamma dei Magnum funziona a meraviglia, mentre per la pesca in profondità, alla ricerca di pesci che stazionano nei fondali in attesa di pesce foraggio, tutti i modelli muniti di paletta deep, dai Magnum allo Sliver, possono permetterci di sondare ampie fasce d’acqua con metodo e in velocità.