Shimano utilizza alcuni cookie temporanei, che consentono di ricordare l’utente mentre naviga sul nostro sito Web. Consentiamo inoltre a terzi (in particolare a Google) di utilizzare sui nostri siti Web i cookie analitici (sia temporanei che permanenti) al fine di raccogliere informazioni aggregate relative alle parti del nostro sito visitate più di frequente e di tenere monitorate le nostre pubblicità. Proseguendo la navigazioni accetti l'utilizzo dei cookie.

OK

Pubblicato il 15-02-2016 in Prodotto

Shimano Zodias in Pesca con Antonio Varcasia

La serie Zodias è una delle novità presenti nel catalogo Shimano 2016 che ho avuto il piacere di usare durante tutto il periodo autunnale ed invernale, testandola con le prede tipiche della stagione fredda. Proposta in ben 10 modelli, di cui 5 da spinning e 5 da casting, è una canna pensata per poter utilizzare ed animare al meglio esche di grammatura contenuta, che vanno da artificiali per la pesca ultralight (2-6 grammi) ad artificiali classici per lo spinning medio-leggero (5-18 grammi), con una lunghezza compresa fra i 6’8” e i 7’ piedi, ovvero ottimale per la gestione delle esche e per poterle animare nel migliore dei modi. Le versioni da casting sono in generale più prestanti ed il modello da 7’2”consente di gestire agevolmente esche fra i 14 ed i 42 grammi.

Il modello che ho utilizzato in questi mesi è la 270MH, ovvero una 7’ con innesto offset sul manico, che conferisce alla canna un’azione molto simile ad una monopezzo. Le impressioni e le considerazioni riportate sono dunque da riferirsi a questo specifico modello, che ho scelto per poter pescare in ambienti diversi con esche di grammatura contenuta, principalmente destinate alla ricerca della spigola.

Al di là dell’azione, che varia a seconda delle specifiche dei modelli, la serie ha delle peculiarità comuni, che derivano principalmente dalle caratteristiche costruttive.

 

Nella Zodias Shimano ha infatti applicato la tecnologia conosciuta come Hi-Power-X, che prevede una nastratura di carbonio all’esterno del fusto realizzata con un percorso a spirale a 45° (chiaramente visibile esternamente sul blank), realizzata per aumentare la forza complessiva e la resistenza della canna alle torsioni. Questo di fatto ne migliora anche la rigidità, definita da Shimano “Torsional rigidity”, favorendo notevolmente anche le prestazioni nel lancio e nella presentazione dell’esca.

Sempre in termini di hardware, Shimano in tutta la serie ha utilizzato reel seat in CI4+, il materiale ormai conosciuto da chi utilizza mulinelli della casa Giapponese e che ha permesso in questi ultimi anni di realizzare prodotti molto leggeri ma allo stesso tempo resistenti. Tecnicamente CI è infatti l’acronimo di “Carbon Interfusion” e si tratta quindi di una lega di carbonio rinforzato, con una durata e resistenza molto elevata, ma arrivando a pesare il 25% in meno (questo nello specifico dei mulinelli). Il CI4+ non contiene metallo e per questa ragione è un ottimo materiale ibrido per realizzare prodotti che poi vanno a lavorare in ambiente saltwater.

Le Zodias sono anellate con Fuji Alconite K, con guide definite “semi-micro” che risultano leggeri quasi quanto una serie in titanio, con prestazioni molto interessanti ma con un rapporto qualità-prezzo decisamente migliore. Le Semi-Micro sembrano un giusto compromesso fra le piccolissime micro (a volte un po’ delicate soprattutto quando si utilizzano finali un po’ pesanti) e gli anelli convenzionali.

Il manico, splittato, è rivestito in EVA di ottima qualità che conferisce alla canna un ottimo grip ed un aspetto sobrio ed elegante.

Le prime impressioni sono state quelle di una canna molto leggera (di fatto pesa 107 grammi), piacevole da usare e con un’azione veloce (MH), con ottime performance di lancio e di risposta veloce alle sollecitazioni con artificiali come wtd animati “stretti”. In pesca l’ho utilizzata con minnow, wtd, piccoli popper e anche piccoli shad in silicone, in scogliera, foce e laguna. In scogliera ho avuto modo di vederla impegnata con diverse spigole, alcune di taglia discreta, durante una scaduta di maestrale con forte corrente in cui si è comportata bene, mai dando la sensazione di essere “arrivata” e comunque lasciandomi sempre spazio per forzare il combattimento quando necessario. A livello di sensibilità mi ha piacevolmente sorpreso anche in estemporanei incontri notturni con calamari (in questa stagione capita).

Concludendo posso dire che si tratta di prodotto ben rifinito e curato, divertente da usare e con un rapporto qualità prezzo molto interessante, che la rende un’ottima canna per uno spinning classico, alla ricerca della maggior parte dei predatori costieri.

Antonio Varcasia