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Pubblicato il 22-08-2014 in Magazine

A pesca con Davide Decataldo

Le giornate di sole di questo Luglio dispettoso sono davvero imprevedibili: le mattine limpide ti ingannano, perché ti fanno venire voglia di andare a pescare. Immagini che le carpe provino la stessa tua voglia di uscire allo scoperto. Basta pioggia, finalmente è estate!

I veri carpisti però non si fermano. Partono, e fanno del loro meglio per prendere le prede sognate! Anche un solo pesce basta e avanza; la canna piegata fino all’ultimo anello è la ricompensa per la noia del periodo freddo, quando togliersi la felpa equivaleva a prendersi un bel malanno.IMG_5519

E allora, eccoci sulle sponde, di nuovo in cava. Sembra finalmente estate. Un forte sole rende luminosa la mattina fin dalle prime luci dell’alba. Siamo arrivati agguerriti perché sappiamo che se i risultati della settimana scorsa sono stati così positivi, con il caldo non possono che migliorare. Magari miglioreremo lo score di catture, o forse prenderemo le grosse, chissà.

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A differenza della volta scorsa, i pesci ci lasciano il tempo di mettere giù le canne. Gli spot li conosciamo a menadito e le nostre palline Dynamite sono subito in pesca. Mezz’ora dopo, ecco il primo acuto… l’avvisatore centrale sembra impazzito e la canna salta sul pod. Una partenza violentissima! Il combattimento è di quelli difficili, con il pesce che punta la sponda a sinistra dove può liberarsi su alcuni ostacoli sommersi. Forzo più che posso con la mia Velocity 10 piedi, che nonostante sia "solo" di 3 libbre è molto molto potente. Riesco a girare la testa al pesce, ma ne ha ancora: si rivolta e ripare. «Oh, se tira così è bella!». E infatti, poco dopo, a guadino finisce una lunghissima regina tutta muscoli.

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Non faccio in tempo a scattare una foto che parte l’altra canna. La bobina del Big Baitrunner XTA gira all’impazzata, a causa di un’altra fuga pazzesca. Non so cosa abbiano i pesci oggi, sembrano delle formula uno! Ferro, ma la carpa continua ad andare. La fuga è lineare, a galla, e per qualche secondo penso sia uno storione. E invece no, è una specchi, più piccola della carpa precedente ma rotonda e gialla pastello. Nell’acqua limpida la riconosco subito mentre si dimena con il blowout in bocca ben saldo. Forse è un periodo fortunato, ma due pesci così, dopo neanche un’ora di pesca significano tanto…

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La situazione si placa un po’. Abbiamo il tempo di fare ordine nel campo e di mangiare un boccone. Il sole bacia i grezzi delle Velocity e quasi mi abbaglia. A momenti, non mi rendo conto che la canna di destra sta sobbalzano. O meglio, vedo prima il cimino flettersi e poi la canna che vola giù dal pod: ci siamo, altro combattimento! Questa volta il pesce sembra voler mettere a dura prova tutto: canna, mulinello e filo Technium. Sono tranquillo perché ha un’altissima tenuta all’abrasione, ma l'istinto del pescatore è incontrollabile.

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Il pesce vola spedito verso un gruppo di massi e capisco subito il suo intento: spaccare tutto e lasciarmi con un palmo di naso. A questo punto decido, o la va o la spacca: mano sulla bobina, blocco tutto e lascio che sia la canna ad ammortizzare e poi a bloccare la fuga. Preferisco slamare che “rompere” il pesce negli ostacoli. La cosa funziona, perché la carpa gira e fa un movimento ad arco per portarsi dalla parte opposta. Capisco che ora l’inerzia è dalla mia parte. Giro dopo giro, recupero la lenza fino al nodo dello shock leader. Ancora due evoluzioni e a guadino finisce una specchi molto più grossa delle altre due carpe. Quasi non ci credo: sembra un pesce “antico”: è scura, con una linea di scaglie sulla coda e un mosaico di specchi sulla parte alta della schiena. La guardo con rispetto mentre sta tranquilla sul materassino. Faccio due foto e mi rendo conto di quanto sia bello questo sole che ci sta baciando la pelle dopo tanti giorni scuri. Sì, me la sto proprio godendo questa giornata di pesca!IMG_5413

Il pomeriggio trascorre “tranquillo”: nel senso che prendiamo entrambi altri pesci, divertendoci con carpe “pazze” che vanno a destra e a sinistra non preoccupandosi di noi.

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Al tramonto, quando il sole scende dietro gli alberi, un venticello fresco ci dice che è ora di andare a casa da mogli e bambini. Abbiamo avuto quello che cercavamo, e non possiamo chiedere di più a questo spot e a queste meravigliose carpe. Ci torneremo, e questa volta la sfida sarà ancora più bella. Perché se ci accontentassimo sempre, che carpisti saremmo?

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