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Pubblicato il 26-10-2012 in Prodotto

Tenya Fishing e Bottomship

Dopo avervi introdotto con il precedente post la nuova canna da Tenya Yasei, scorpiamo meglio come nasce e in cosa consiste questa tecnica. Insieme ad essa, un video sulla tecnica del bottomship e sugli artificiali prodotti da Shimano.

Tenya Fishing

Un nome decisamente originale per un’altra tecnica nata in Giappone ed importata nel Mediterraneo. In questi casi, esterofili come siamo, la possibilità che qualcosa nato e sviluppato a decine di migliaia di km di distanza da noi risulti un fiasco sono più che concrete. Per questo Shimano, nonostante avesse già nel catalogo giapponese tutto il necessario per lanciare in anteprima questa tecnica, ha voluto portare a termine approfonditi field test prima di essere sicura che queste strane teste piombate funzionassero anche da noi.

 

Ho curato personalmente queste prove e sono rimasto abbastanza sorpreso di come la tecnica “faccia selezione” su specie di pesci pregiate: orate, paraghi, saraghi e gallinelle sono il target del Tenya Fishing, soprattutto se viene praticata in inverno, in corrispondenza del montone di alcune specie di sparidi.

Dire che la Tenya fishing sia una novità assoluta è forse sbagliato. Infatti, guardando soprattutto gli artificiali utilizzati, capiremo subito che, a prima vista, non si tratta altro che di comuni jigheads impiegate già da tempo in acqua dolce nella pesca in dropshot. Analizzando però in dettaglio il corpo in piombo, noteremo delle difformità sostanziali che rappresentano la vera differenza con ciò che già c’è in commercio; in questo caso la sagoma è in genere tronco conica con la faccia inferiore concava, particolare importante per l’azione di richiamo che essa deve esercitare durante la jerkata. Altro indizio fondamentale è la presenza di un assist hook con funzione catturante, visto che il grosso amo, la cui paletta è annegata nel piombo ha, nello specifico, il solo lo scopo di rendere possibile l’innesco del gambero naturale. Anche la finitura, decisamente curata se paragoniamo i Tenya jigs a quelli simili già in commercio nati per altri sistemi di pesca, non è pensata a caso, visto che deve esercitare una forte attrazione verso quei pesci che poi sono il target di questa tecnica, richiamandoli anche da buone distanze.

Se vogliamo, la novità più evidente è dovuta all’abbinamento tra testa piombata ed esca naturale, nella fattispecie un gambero, ma anche una striscia di calamaro oppure un “cappellotto” o “spilletto”, espressioni dialettali con cui si descrive abitualmente il piccolo calamaretto. Il migliore compromesso è il gambero di cinque, sei centimetri ma purtroppo va detto che esso è un’esca a facile deperibilità, soprattutto se decongelato. Meglio utilizzare il “tiger” assai più consistente sebbene di dimensioni maggiori. I puristi della pesca con gli artificiali, leggendo queste righe, potranno storcere il naso: a questi appassionati anticipo che la Tenya può essere praticata anche con esche siliconiche, magari “scientate” a dovere nell’apposito liquido; lo strike ratio diminuirà notevolmente ma, come è noto, per alcuni anche una sola cattura fatta a regola d’arte, è più soddisfacente di un bottino decisamente più importante. Il tallone d’achille, se vogliamo, è l’estrema leggerezza del sistema pescante che, se da un lato consente emozioni uniche durante il combattimento, dall’altra ci impegna a fondo durante il recupero di una preda di taglia.

Se vogliamo, la novità più evidente è dovuta all’abbinamento tra testa piombata ed esca naturale, nella fattispecie un gambero, ma anche una striscia di calamaro oppure un “cappellotto” o “spilletto”, espressioni dialettali con cui si descrive abitualmente il piccolo calamaretto. Il migliore compromesso è il gambero di cinque, sei centimetri ma purtroppo va detto che esso è un’esca a facile deperibilità, soprattutto se decongelato. Meglio utilizzare il “tiger” assai più consistente sebbene di dimensioni maggiori. I puristi della pesca con gli artificiali, leggendo queste righe, potranno storcere il naso: a questi appassionati anticipo che la Tenya può essere praticata anche con esche siliconiche, magari “scientate” a dovere nell’apposito liquido; lo strike ratio diminuirà notevolmente ma, come è noto, per alcuni anche una sola cattura fatta a regola d’arte, è più soddisfacente di un bottino decisamente più importante.

Tornando al gambero, la sequenza fotografica mostra abbastanza bene cosa si debba fare per ottenere un innesco ad hoc: dapprima il gambero va privato del “telson”, l’ultimo elemento del corpo prima della coda;

dopodiché, seguendo la naturale curvatura del carapace, si deve introdurre l’amo all’interno del corpo facendo fuoriuscire la curvatura dalla testa, in modo da lasciare il corpo ben steso.

Il piccolo assist hook  infine, va appuntato sulla testa sebbene vada detto che molti pesci, per la foga nell’abboccare, rimangano allamati sull’amo principale. Personalmente sono solito avvolgere il gambero con numerosi

giri di filo elastico, comprendendo anche l’amo dell’assit hook vista la poca consistenza dell’esca che pregiudicherebbe immediatamente l’innesco in caso di ferrata a vuoto. Ovviamente va scelto un filo adeguato, non eccessivamente tenace e capace di rompersi ad una trazione minima.

Riccardo Tamburini


Shimano Tenya sono disponibili in 6 differenti colorazioni e in 5 differenti grammature: 45g, 50g, 60g, 75g e 95g.

 

Bottomship

Inchiku "Bottom Ship" è la nuova esca che unisce l'effetto cromatico lampeggiante  dei jig in metallo con l'azione ondulante del polipo in gomma che fluttuando fa scattare nei predatori gli istinti primordiali. Flash di luce e morbide ondulazioni creani oin acqua effetti incredibili: questa è la nuova frontiera della pesca off-shore.

 

 

BORDO SPIGOLOSO E FORMA ASIMMETRICA

La forza dell'Inchiku è l'azione di nuoto del polipo. Questo particolare movimento gli viene impresso dal "Bottom Ship" che, con i suoi bordi spigolosi e la forma asimmetrica, fa oscillare il polpo in modo tale da attirare il pesce e portarlo all'attacco. Il tutto accentuato da innumerveoli riverberi di luce.

VERSATILITA'

Il corpo dell' Inchiku ammortizza l'impatto dell'esca con il fondo. Anche per questo motivo possiamo impostare la pesca in diversi modi, come ad esempio far strisciare il polpo sul fondo effettuando un recupero veloce, oppure usarlo più semplicemente in vertical jigging sulle secche. Eanche possibile bloccare il polipo sull'anello di coda per avere un'azione di nuoto più stretta e nervosa.

Le specie insidiabili con Shimano Tenya e Shimano Bottomship sono illimitate!
Quando la canna si flette non sai mai cosa puoi aver allamato!

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